Giulio Carini racconta..

Nella notte dei tempi, quando ancora l’imperatore Costantino non era ancora nato e, quindi, il Cristianesimo era agli albori, per tutte le contrade dell’Impero Romano giravano uomini e donne che, clandestinamente, diffondevano la nuova religione. Costoro, diaconi e diaconesse, a rischio della propria vita predicavano il Verbo consacrando, nello stesso tempo, la propria vita a Dio. Il vero e unico Dio.

Sulla spianata di monte Suso si stabilì una giovane e bella diaconessa proveniente dalla Sicilia che, come l’insegnamento che Gesù lasciò ai suoi discepoli e a quelli che sarebbero seguiti, cominciò a divulgare ed a spiegare il significato della Parola che i primi seguaci avevano appreso direttamente dal Salvatore.

La buona gente di tutto il circondario accorreva di buon grado ad ascoltarla, sia per la novità di questa religione che insegnava pace ed amore, che per l’attrazione che suscitava questa bellissima donna.

La circostanza non piacque affatto a Satana, dio delle tenebre che, assunte le spoglie di un aitante giovane, cominciò a frequentare la bella diaconessa, lusingandola e tentandola con profferte amorose e promettendole una vita agiata. Bastava solo che lei si concedesse.

Ma Agata, fermamente decisa a rimanere fedele al suo unico Signore e Padrone, reclinò ogni tipo di offerta che le veniva fatta.

Ma il demonio, non intendeva arrendersi ed alternava lusinghe a minacce fino a quando non riuscì ad ottenere che la giovane donna scendesse a patti con lui: avrebbe accettato di sposarlo se, nel solo volgere di una notte, egli fosse riuscito a portare l’acqua fino alla spianata di Suso! Da lassù, in seguito si sarebbe provveduto a distribuirla a tutto il circondario che era arso e secco senza neppure il segno di una piccola vena d’acqua. Era però necessario che tutto si concludesse prima che il gallo cantasse due volte!

Satana, sicuro di farcela, si mise all’opera partendo di buona lena verso le montagne che sorgevano proprio di fronte.

Giunto sulle alture, molto più in su di Limma, senza difficoltà alcuna trovò una grande sorgente di freschissima acqua e, usando i suoi poteri e i malefici di cui era maestro, la cominciò ad incanalare con grossi tubi giungendo, in breve tempo, ai piedi di monte Suso. Era ormai di sicuro di aver vinto la partita e, per gustare più a fondo il sapore della vittoria, decise di pernottare in fondo al vallone. Avrebbe completato l’opera proprio all’ultimo istante lasciando, così, che Agata restasse in ansia e speranzosa di poterlo ricacciare indietro.

Quando, poco prima dell’alba, pensò di concludere il lavoro, fu sorpreso dall’iniziativa della diaconessa che, vigile ed attenta, lanciò un sassolino al gallo che, destatosi di soprassalto, cominciò a cantare.

Accortosi di essere stato beffato, Satana,dopo che riprese le demoniache sembianze, lanciò un tremendo ruggito e con un colpo di coda ruppe le tubazioni dell’acqua. Per questo motivo Suso, che da allora si chiamò Motta Samt’Agata, è completamente privo d’acqua mentre, tutto il versante opposto, dal vallone in su, è ricco d’acqua e, da allora, la gente chiama quel posto Frischìa .